mercoledì 9 maggio 2012

Kitchen Garden Day: 26 agosto 2012

Il 26 agosto sarà la giornata mondiale dei kitchen garden. Volevo anticiparlo così se qualcuno, a differenza di me, ha vacanze da pianificare può evitare di abbandonare il suo orto proprio nella sua festa.
Ed e' una scusa per segnalare un sito e una newsletter che mi fanno contenta, all'insegna della coltivazione e della vita frugale...coltiva molto e spendi poco, ve l'ho già detto che mi sembra la strada della felicita'?

martedì 8 maggio 2012

La vie en rose

E' una mattinata nervosa. Sono a casa, sempre in malattia perché lei fa ancora venire le contrazioni.
Sono distante dal lavoro abbastanza per avvertire tutta la follia degli sforzi compiuti in ufficio, la miopia del rincorrere sempre nuove parole d'ordine per non finire quello che si sta facendo, per avere sempre una nuova sfida - come dicono loro - come se la vita non ne ponesse abbastanza, come se senza non si potesse stare.
Sono ancora vicina, ancora invischiata come un moscerino nella ragnatela, abbastanza da sentirmi in colpa per questa frenesia che non mi appartiene. Non so se, come e quando la recupererò, presa come sono dal senso estremo della generazione della mia pancia e del mio giardino.
Eppure dovrò, prima o poi, altrimenti non si mangia, altrimenti si annoia il prossimo, altrimenti non si vive. Forse.
La' fuori ci sono le rose. Che a fare un fiore e solo quello ci mettono il tempo che ci vuole. Che non mutano da giallo a rosso se non ce n'e' ragione, che sanno essere quello che sono, sono capaci di prendere una decisione e portarla a termine, con la cocciutaggine di chi sa di essere nel giusto.
Sono una persona che vorrebbe imitare le rose e non ne e' capace.
Sono affascinata dalla capacita' di generare senza riuscire ad abbandonarmi a queste sensazioni senza terrore.
Sono piena di consapevolezza sul non senso e non so creare alternative per la mia vanità e per il mio bisogno di essere anche animale sociale.
Sono fregata dall'essermi sentita dire troppo a lungo che sono intelligente e che devo lasciare un segno nel mondo.
Come se finire le slides fosse un tratto di matita nella tela del Pianeta, dove ho l'impressione che una rosa, o una bambina, contino molto di più.
Insomma, anche oggi niente di nuovo. Solo l'ennesimo post simile a quello che mi spinse a cominciare questo diario oltre un anno fa.
Nel mezzo ho cambiato così tante cose, mi sono affannata tanto.
Eppure il dilemma e' sempre lo stesso.
Vediamo come si sanerà e se prima o poi sarò capace di dare una risposta.
Rosa peonia senza nome, che viene dalla campagna
Rosa Cocktail
Rosa Serenissima Barni lilla celeste

giovedì 3 maggio 2012

Cosa fa l'amore...

Lasciate perdere la biancheria stesa dietro della vicina, che rovina un po' l'insieme estetico, ma voi ve la ricordate questa rosa? L'ho ereditata dai precedenti proprietari del giardino e in due anni aveva fatto un fiore in tutto.
Per forza: stava dalla parte sbagliata, quella senza sole, non era mai stata potata e aveva un legno che ci si poteva fare un tavolino.
Sopravviveva a stento fra oidio da umidità e pidocchi, così triste e sbagliata che non avevo nemmeno capito di che colore fosse.
Il primo passo e' stato potarla. Il secondo attaccarla alla pergola, che ritrovasse la sua natura.
Il terzo, semplicemente, volerle un po' di bene. Come e' successo con il ribes, la ricompensa arriva, il giardino non delude.
Ecco, forse e' questo il filo conduttore di questa primavera piovosa e incerta.
Amare e curare, covare fiori e piantine dell'orto come faccio con questa bambina in pancia.
Sperare e pazientare, quest'anno più che mai perché con così poco sole, con così poche certezze, e' tutto più difficile.
L'arco di rose gialle mi fa ben pensare quando apro la finestra la mattina, mi fa guardare a luglio, a un'altra rosa, a un pomodoro, a una zucchina, che avrà la mia e la nostra faccia, che ora mi tremola in pancia e presto avrà una voce e starà al sole, come i miei fiori.
Rosa rampicante gialla senza nome

martedì 1 maggio 2012

venerdì 27 aprile 2012

Tenerezza e' uno stenditoio di vestiti piccoli

E' ufficiale, il guardaroba di Leda e' molto più ampio e decisamente più firmato del mio.
Da quando si e' sparsa la voce che non mi offendo se mi viene offerto di riciclare vestitini e carabattole per infanti l'armadio della bambina ha cominciato ad arricchirsi a velocità sostenuta.
Noto un certo senso di liberazione nei genitori che ti scaricano sacchetti di robina ventiquattro mesi.
Negli occhi hanno chiarissimo un augurio, "ce la puoi fare" e un immenso quanto silente "abbiamo già dato, alleluia!"
Come non capirli? Io guardo con la stessa faccia le donne incinte al terzo mese .
Comunque e' bella, questa girandola di capi di eta' e stagioni varie.
Pazienza se in mezzo c'e' una tuta di pile da alta montagna da indossare a un'eta' che tua figlia avrà nel luglio del 2015.
Magari sarà molto grande già l'inverno prima, oppure sarà una bambina minuta e andrà bene l'anno dopo. Questa seconda ipotesi e' geneticamente improbabile, ma finche' e' nella pancia e' bello crederci.
Altrimenti la ruota ripartirà e ci saranno altre neomamme riciclone da guardare con occhi compassionevoli.

sabato 21 aprile 2012

E ribes fu.

Per chi ha seguito le vicissitudini del mio ribes.
Per chi ha pensato che avrebbe finito per essere la prima pianta buttata della mia vita.
Per chi ha aveva scommesso un euro che non avrebbe mai fatto mai un frutto
A sorpresa.
Senza che mi accorgessi della ben che minima infiorescenza.
Due grappolini per un totale di cinque bacche.
La vita e' bella.

Aggiornamenti dall'orto

Dopo giorni e giorni di pioggia finalmente un po' di sole a scaldare l'orto.
Qualche cenno veloce sullo stato delle piantine, poi vi racconto meglio.
Zucchine: soddisfazione somma. Piantate piu' tardi dei peperoni e dei pomodori (fine febbraio - inizio marzo) sono germinate quasi tutte e crescono che e' un piacere nonostante il poco sole e l'umidita' allucinante.
Pomodori: trapiantati nella cassa, nonostante le intemperie resistono e crescono. I miei eroi cuore di bue non tradiscono mai.
Peperoni: piccoli e lenti, ma lo so che non hanno l'esuberanza degli altri ortaggi. Vorrebbero piu' caldo e piu' secco, ma sono passati dal portauovo al vasetto e mettono fuori le loro foglioline con perseveranza. Ce la possiamo fare.
Melanzane: una gioia, fin troppe. Occorrera' diradarle prima o poi, intanto le lascio crescere ancora un po'.
Aromatiche perfette: l'inverno sotto al portico le ha fatte sopravvivere e adesso sono divertenti, con la distesa di menta e le fragole tutte in fiore, mentre il timo si e' messo la mimetica fra foglie vecchie e nuove.
Oggi, direttamente nei vasoni, si seminano basilico e camomilla perche' avere le mie foglie e i miei fiori per condire e' stata una delle cose piu' piacevoli dell'inverno.
Infine: la prima rosa degli infiniti boccioli che hanno tutte, incluse quelle storiche e quelle che l'anno scorso mi hanno fatto un fiore solo in tutto l'anno. La solita consolazione in questa primavera cosi' faticosa, con Leda che fa penare e il riposo forzato che puo' essere il sogno solo di chi non lo deve fare.
Se pero' viene il sole, se pero' vengono le rose, allora ce la possiamo fare.