Premetto che questa non e' l'estate dell'orto.
Per via della matrioskina in pancia da 9 mesi ormai abbondanti non posso toccare la terra se non con i guanti, cosa aberrante, ne converrete.
Per tutti i lavori semipesanti - spostare vasi e cassette, rabboccare le innaffiature con i miei 20 kg di annaffiatoio eccetera devo affidarmi al riluttante consorte, ovviamente dare pesticidi non se ne parla e nemmeno andar per campi a raccogliere ortiche.
Insomma, ho trascurato orribilmente l'orto, sperando che guardarlo con amore, togliere le erbacce e mettere bacchette di sostegno bastasse.
Devo anche premettere che, d'altra parte, quest'anno avevo fatto le cose con ambizione. Solo coltivazione da seme, niente piantine comperate fatte e grandi cassette (100 cm per 40 circa) dove ospitare le piante.
Infine, a mia parziale giustificazione, la stagione e' stata odiosa: pioggia e solo pioggia fino a giugno, poi le ondate di caldo umido a cui quest'anno hanno persino dato nomi mitologici, che hanno abbacchiato tremendamente me, la mia pancia e le mie piante, che sono passate dai funghi agli afidi senza soluzione di continuità.
Fatto questo quadro spero oggettivo, passo ai risultati.
Pomodori: ho usato i semi delle mie piante dell'anno scorso. Posso assicurare e provare con testimonianze fotografiche dell'epoca che si trattava di cuori di bue. Ora: le piante sono cresciute, anche se lentamente e con energie imparagonabili rispetto allo scorso anno, ma i frutti sono pomodori perini, tra l'altro verdi e amari come il veleno. Non so se mai diverranno rossi e mangiabili. Mio suocero aveva abbondantemente criticato la mia scelta di tenere i semi dello scorso anno, boforchiando qualcosa a proposito del fatto che le piante sono tutte ibridate e che quindi non avrei avuto frutti. Mi rifiuto di dargli ragione, ma l'enigma dei pomodori che cambiano varietà non e' risolto.
Peperoni: gli unici che stanno venendo come i deve. Piante molto più piccole e corte dello scorso anno, ma ognuna ha un bel peperone in crescita, per ora verde ma che promette colore. Pochi afidi e nessun fungo, si sono dimostrati belli e resistenti, nonché meno esigenti in fatto di terra e acqua del loro progenitore, il peperone unico dello scorso anno.
Questi non saranno ibridati? Avro' conservato meglio i semi? Mah!
Melanzane: primo esperimento, l'anno scorso non le avevo. Mi avevano detto che erano belle e facili, per il momento non posso confermare. La germinazione dei semi e' stata eterna e difficoltosa, ci hanno messo più di due mesi a uscire quattro foglioline stitiche. Ora sembrano lattughe: enormi foglie verde scuro, ma non un fiore e non un frutto, nonostante le mie volonterose apine che svolazzano intorno alle rose che contornano l'orto. Magari sono solo lente come il peperone lo scorso anno e arriveranno, attendiamo.
Infine, la delusione più grande: le mie zucchine fanno schifo. Sono germinate e fiorite a tempo di record, ma non riescono a portare a termine uno zucchino. Hanno preso una malattia (credo un acaro) che sbianca e fa seccare le foglie, continuano a fare questi meravigliosi fiori gialli ma solo minuscoli fruttini, che muoiono prima di maturare, mentre le piante stentano. Una tristezza senza fine e a cui non trovo soluzione.
Ora passiamo agli errori certi, che non ripeterò:
1. Poca terra nelle cassette. Lo strato di terra che ho messo nelle cassette e' troppo sottile, saranno 40 cm massimo. All'inizio questo ha aiutato, perché sotto le tempeste e i venti di maggio e giugno le giovani piantine sono state protette e sono sopravvissute, ora pero' penso che avere poco spazio per le radici non le aiuti a difendersi dalle malattie.
2. Troppe piante: venendo da seme mi sembravano così fragili che non ho pensato potessero sopravvivere tutte. Ora invece sono troppo fitte, dovrei toglier e qualcuna ma non ho il coraggio, quindi le lascio stentare tutte.
3. Troppo biologico per la stagione. Le rose accanto a prendersi gli afidi e la terra buona non bastano a fronte dei disastri meteo dell'anno. Di fatto il successo dell'estate 2011 era stato in parte fortuna della principiante, in parte una condizione termica meravigliosa, che quest'anno non c'e' stata. In questo caso un po' di chimica aiuterebbe, ma io non me la sento, quindi mi tengo il mio orto stentato.
4. Cura. L'orto, più ancora di tutto il resto, ha bisogno di mani addosso, continuamente. Vuole il contatto fisico, senza guanti e senza toxoplasmosi. Non deve sentire diffidenza. Se i frutti (le more, il ribes, l'uva, pesche e albicocche del cortile) hanno quasi beneficiato del mio lasciarli in pace, del non avermi sempre li' a rabboccare, tagliare e aggiustare, il mio povero orto sente che la priorità e' Leda in pancia e patisce...cercherò di rifarmi, se lei me lo consentirà, fra qualche giorno, quando finalmente questo pomodoro che ho dentro la pancia sarà maturo.
Vi racconterò come procedono tutti gli orti della mia vita.
Visualizzazione post con etichetta ribes. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ribes. Mostra tutti i post
domenica 8 luglio 2012
sabato 21 aprile 2012
E ribes fu.
Per chi ha seguito le vicissitudini del mio ribes.
Per chi ha pensato che avrebbe finito per essere la prima pianta buttata della mia vita.
Per chi ha aveva scommesso un euro che non avrebbe mai fatto mai un frutto
A sorpresa.
Senza che mi accorgessi della ben che minima infiorescenza.
Due grappolini per un totale di cinque bacche.
La vita e' bella.
Per chi ha pensato che avrebbe finito per essere la prima pianta buttata della mia vita.
Per chi ha aveva scommesso un euro che non avrebbe mai fatto mai un frutto
A sorpresa.
Senza che mi accorgessi della ben che minima infiorescenza.
Due grappolini per un totale di cinque bacche.
La vita e' bella.
mercoledì 29 giugno 2011
Una serata di molte domande
Testa piena di domande, stasera.
Perche' le more e il ribes crescono rigogliosi in giardino, con quell'aria soddisfatta che hanno le piante quando sono nel luogo giusto per loro, al sole ma un po' riparate dal mezzogiorno, come si addice a creature da margine di bosco, quando l'acqua non e' ne' troppa ne' poca, quando non ci sono oidio e ruggine a fare il solletico con tutta quella peluria di fungo, quando hanno il vaso abbastanza grande per stare comode, non troppo enorme per perdersi.
Perche' nonostante questo non hanno fatto un fiore ne' un frutto? A vederli non si direbbe nemmeno che sia nella loro natura farli, tanto sono pacifici e nemmeno un po' in imbarazzo. Li guardo con espressione interrogativa e loro mi rispondono sfoderando foglie vezzose e lisce come guance di quindicenni.
Daro' loro un inverno di tempo, in fondo le ho piantate solo questa primavera, ma poi faremo i conti.
Seconda domanda: che cos'ha la salvia? Perche' ha le foglie basse all'improvviso? Una pianta modestissima, che in mesi di conoscenza non mi ha mai dato un pensiero, giusto qualche foglia da friggere per far piacere al mio amico che ha la ricetta di sua mamma per cucinarla.
Adesso ha le foglie all'ingiu', piu' la sera che la mattina, come se avesse sete. Ma io la innaffio, mai troppo perche' e' una pianta mediterranea, giusto, altrimenti annega?
Eppure ha questo portamento infelice che mi rattrista. L'ho messa un po' piu' all'ombra sotto l'oleandro grande, per vedere se si rimette, ma ho paura che mi muoia e sarebbe un peccato.
Mi ricorda l'inizio della primavera, una giornata calda al mercato sul Naviglio, dove c'erano quelle splendide rose e mio suocero che aveva voglia di comprarmene una, come faceva mio zio con le scatoline di latta delle caramelle quando ero piccola e lui, senza figli, veniva a prendersi la sua ora d'infanzia mentre mia zia andava a messa a incontrare le amiche.
Ultima domanda.
Perche' le ragazze fanno discorsi da filmetto rosa con potenziali fidanzati mentre mangiano sushi in ristorantini all'aperto di una bella via alberata del centro? Perche' dicono che loro hanno i valori, la trasparenza, la lealta' e si dipingono come piacerebbero alle loro amiche, non a un maschio di trent'anni che non puo' che annoiarsi a morte, a sentire quelle spose modello che fanno la check list a voce alta, per assicurarsi di non restare zitelle?
Cosa volete che gli importi se siete colleghe perfette, se il vostro sbaglio maggiore e' fare il powerpoint al posto di quello sfigato che avete come stagista, perche' lo sapete che cosi' non imparera' mai, ma cosa ci volete fare, voi siete autonome e fate prima e meglio a far da sole?
Non vedete lo sguardo che si spegne quando gli dite quante amicizie avete conservato al paese, in Puglia, perche', anche se siete lontane, quando c'e' bisogno ci siete sempre e gli altri possono contare su di voi? Facebook, poi, lo usate solo perche' nei nuovi media ci lavorate, mica vi piace veramente.
Se c'e' qualcosa di bello nell'aver perso l'adolescenza e' il non sentire piu' il bisogno di essere quello che raccontano le riviste, poter essere cattive ragazze un po' con il canino appuntito, un po' velenose, acide e lunatiche. Poter ammettere l'invidia che vena il cervello come quel filo di cellulite che appesantisce le gambe, lasciarsi impazzire per un libro idiota o per un film poco colto, non dover giustificare ogni debolezza.
Dirsi "sai che c'e', mondo, prendimi cosi', perche' la recita e' finita e il pubblico, che sarei io, e' abbastanza soddisfatto da non lasciare la sala".
Invece c'e' tutto questo sforzo e questo trucco sulla faccia, davanti a un sushi d'estate, in una bellissima serata, che non so spiegare.
Oggi mi hanno fatto due complimenti.
Un amico mi ha detto che sono superficiale.
Calcolando che mi sento pesante come il piombo, in questo momento, mi ha fatto un gran piacere. E' una bella cosa da dirmi, gli ho sorriso. Lo so, ha risposto.
Due amici, poi, mi hanno scritto che so pensare, o che almeno ci provo.
Altro gran bel regalo, per un'apprendista giardiniera cosi' piena di domande senza risposta.
Perche' le more e il ribes crescono rigogliosi in giardino, con quell'aria soddisfatta che hanno le piante quando sono nel luogo giusto per loro, al sole ma un po' riparate dal mezzogiorno, come si addice a creature da margine di bosco, quando l'acqua non e' ne' troppa ne' poca, quando non ci sono oidio e ruggine a fare il solletico con tutta quella peluria di fungo, quando hanno il vaso abbastanza grande per stare comode, non troppo enorme per perdersi.
Perche' nonostante questo non hanno fatto un fiore ne' un frutto? A vederli non si direbbe nemmeno che sia nella loro natura farli, tanto sono pacifici e nemmeno un po' in imbarazzo. Li guardo con espressione interrogativa e loro mi rispondono sfoderando foglie vezzose e lisce come guance di quindicenni.
Daro' loro un inverno di tempo, in fondo le ho piantate solo questa primavera, ma poi faremo i conti.
Seconda domanda: che cos'ha la salvia? Perche' ha le foglie basse all'improvviso? Una pianta modestissima, che in mesi di conoscenza non mi ha mai dato un pensiero, giusto qualche foglia da friggere per far piacere al mio amico che ha la ricetta di sua mamma per cucinarla.
Adesso ha le foglie all'ingiu', piu' la sera che la mattina, come se avesse sete. Ma io la innaffio, mai troppo perche' e' una pianta mediterranea, giusto, altrimenti annega?
Eppure ha questo portamento infelice che mi rattrista. L'ho messa un po' piu' all'ombra sotto l'oleandro grande, per vedere se si rimette, ma ho paura che mi muoia e sarebbe un peccato.
Mi ricorda l'inizio della primavera, una giornata calda al mercato sul Naviglio, dove c'erano quelle splendide rose e mio suocero che aveva voglia di comprarmene una, come faceva mio zio con le scatoline di latta delle caramelle quando ero piccola e lui, senza figli, veniva a prendersi la sua ora d'infanzia mentre mia zia andava a messa a incontrare le amiche.
Ultima domanda.
Perche' le ragazze fanno discorsi da filmetto rosa con potenziali fidanzati mentre mangiano sushi in ristorantini all'aperto di una bella via alberata del centro? Perche' dicono che loro hanno i valori, la trasparenza, la lealta' e si dipingono come piacerebbero alle loro amiche, non a un maschio di trent'anni che non puo' che annoiarsi a morte, a sentire quelle spose modello che fanno la check list a voce alta, per assicurarsi di non restare zitelle?
Cosa volete che gli importi se siete colleghe perfette, se il vostro sbaglio maggiore e' fare il powerpoint al posto di quello sfigato che avete come stagista, perche' lo sapete che cosi' non imparera' mai, ma cosa ci volete fare, voi siete autonome e fate prima e meglio a far da sole?
Non vedete lo sguardo che si spegne quando gli dite quante amicizie avete conservato al paese, in Puglia, perche', anche se siete lontane, quando c'e' bisogno ci siete sempre e gli altri possono contare su di voi? Facebook, poi, lo usate solo perche' nei nuovi media ci lavorate, mica vi piace veramente.
Se c'e' qualcosa di bello nell'aver perso l'adolescenza e' il non sentire piu' il bisogno di essere quello che raccontano le riviste, poter essere cattive ragazze un po' con il canino appuntito, un po' velenose, acide e lunatiche. Poter ammettere l'invidia che vena il cervello come quel filo di cellulite che appesantisce le gambe, lasciarsi impazzire per un libro idiota o per un film poco colto, non dover giustificare ogni debolezza.
Dirsi "sai che c'e', mondo, prendimi cosi', perche' la recita e' finita e il pubblico, che sarei io, e' abbastanza soddisfatto da non lasciare la sala".
Invece c'e' tutto questo sforzo e questo trucco sulla faccia, davanti a un sushi d'estate, in una bellissima serata, che non so spiegare.
Oggi mi hanno fatto due complimenti.
Un amico mi ha detto che sono superficiale.
Calcolando che mi sento pesante come il piombo, in questo momento, mi ha fatto un gran piacere. E' una bella cosa da dirmi, gli ho sorriso. Lo so, ha risposto.
Due amici, poi, mi hanno scritto che so pensare, o che almeno ci provo.
Altro gran bel regalo, per un'apprendista giardiniera cosi' piena di domande senza risposta.
Iscriviti a:
Post (Atom)
