giovedì 5 maggio 2011

I cassetti di Miss Marple

Ho sempre pensato che se una persona piaceva al mio gatto grande sarebbe piaciuta anche a me. La gatta piccola non fa statistica, perche' la si compra con una scatoletta. M., invece, e' inappetente e come tale incorruttibile. Ha un pessimo carattere, fa le fusa pochissimo, quasi di nascosto e comunque sulla base di stimoli che in sei anni non sono riuscita a capire - mentre la piccola fa molto rumore anche senza toccarla, basta mettere nella voce il tono da coccola.
Miagola infastidito appena gli si rivolge la parola, si allontana con movimenti lenti in modo esasperante girandosi a controllare che tu non abbia l'ardire di seguirlo.
Per questa ragione e' un valutatore infallibile dell'animo umano. Assomiglia a me e a mio marito in modo impressionante. La banalita' lo infastidisce e non riesce a nasconderlo. Una volta un'amica comune si offese a morte con l'uomo che non avevo ancora sposato perche', mentre lei gli raccontava con passione non so quale evento per lei importantissimo, lui la guardo' con sguardo neutro e le disse con tono pacato: "quello che mi stai dicendo non e' per niente interessante."
Il gatto grande cose cosi' te le dice continuamente.
E' quindi una piacevole sorpresa quando, di rado, all'ingresso in casa di una persona nuova, si avvicina spontaneamente, fa la coda a punto interrogativo e annusa. Nel suo linguaggio questa espressione di curiosita' inusuale vale come una leccata in piena faccia da parte di un cane. Il semplice fatto che decida che il visitatore esiste e che, se non fa voci idiote, urla o tenta di giocare, puo' restare, e' una attestazione di stima che ho imparato a rispettare.
Anche a me e' difficile che le persone piacciano, che le trovi interessanti dopo i primi trenta secondi. La maggior parte degli altri esseri umani e' terribilmente noiosa. Una volta lessi un giallo di Miss Marple in cui lei spiegava come faceva a riconoscere i colpevoli. Secondo lei le persone sono incredibilmente simili. Ognuno le ricordava qualcuno che aveva gia' conosciuto, spesso per un motivo che non riusciva subito a identificare. Una volta capito quale caratteristica aveva fatto scattare l'associazione il gioco era fatto. Poteva mettere la persona che aveva conosciuto nel cassetto di un'immaginaria scaffalatura di tipi umani. Per lei la macrodistinzione era ovviamente assassini o non assassini e il giallo era risolto.
Io ho qualche problema con le macrodistinzioni, ma il sistema dei cassetti l'ho sempre trovato perfetto per il mio modo di ragionare. Dopo meno di trenta secondi so in quale contenitore sta il mio interlocutore. Tragicamente, nella maggior parte dei casi questo rende prevedibile qualunque suo comportamento da li' ai successivi cent'anni, quindi l'interesse e' finito.
Raramente - molto raramente - qualcuno mi sorprende, sta a cavallo fra due cassetti, fa o dice qualcosa che non mi sarei aspettata. Quasi mai quel giudizio, che sembra tirato con l'accetta, ma invece e' qualcosa di molto istintivo e profondo, si rivela sbagliato. A volte chi mi conosce si arrabbia per quest'etichettatura sommaria, ma si arrabbia ancora di più quando risulta chiaro che avevo ragione.
Nei pochi casi in cui non riesco a incasellare, o in cui sbaglio la prima valutazione, mi innamoro. Non in senso sessuale, ma in generale. Decido che devo piacere a quella persona e comincio ad alimentare moltissime aspettative nei miei confronti, decidendo che devo essere amabile a mia volta e che lui o lei non potra' mai piu' fare senza di me. L'atteggiamento del gatto grande, se i due hanno la ventura di incontrarsi, e' decisivo. La sua approvazione è la conferma che posso farmi candire come una scorza d'arancia.
Perche' racconto questo? Perche' la grande differenza che trovo stasera fra le persone e' essere come me o il mio gatto oppure riuscire a nutrire una sconfinata fiducia della capacita' del genere umano di stupire, comportandosi di conseguenza. Sono stata a cena con una persona che stimo molto, di quelle che faccio fatica a incasellare. Ha la mia eta', e' anche lei una ragazza, la differenza e' che ha fatto incomparabilmente piu' carriera di me e sa riscuotere apprezzamento, senso di protezione e suscitare amore in molta gente. Le persone fanno a gara per sostenerla, per gratificarla, un po' per il senso di potere che la circonda e un po' perchè non sanno resistere ai suoi occhi a metà fra ingenuità e furbizia.
Pensavo a cos'abbiamo di diverso e a un tratto l'ho avuto chiaro. Lei si lascia stupire dalle persone, come se tutti potessero essere per qualche oscura ragione interessanti ai suoi occhi.
Ti guarda e senti che in quel momento e' convinta che tu abbia qualcosa di sensato da dirle, che puo' imparare molto dalle due banalita' che tu produrrai per lei. E' un bellissimo dono, questo. E' come svegliarsi ogni mattina con un sole nuovo.
Non so se il lato oscuro di questa dote sia l'incapacita' di giudizio, nel caso della persona che ho in mente non completamente. Penso che in realta' lei dentro sappia se ha davanti un cretino o una persona intelligente. Solo che non perde la speranza e sa come prendere il meglio dagli altri.
Chissa' se si puo' imparare, a vivere cosi'. Si starebbe peggio di come sto io nella mia superbia di stomaco, irrazionale e ineludibile, ma sarebbe bello poter provare, almeno per un giorno e vedere se così si fa più strada nella vita. Forse si possono mettere due grandi fette di prosciutto davanti agli occhi interiori e tentare di essere superficialmente profonda invece che profondamente superficiale.
Poi guardo il gatto grande che mi passeggia davanti, indifferente anche a me, e penso di no.
Sorrido.
E' e sara' sempre il mio preferito.

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